... se avessi saputo
com’è fatta una cosa sicura
avrei passato
meno tempo a cadere tra
braccia che non lo erano…
Dalla raccolta di poesie “Milk and honey” di Rupi Kaur
Le parole di Rupi Kaur rapiscono il cuore e lo fanno prigioniero di riflessioni profonde alle quali non ci si può sottrarre.
Infinite domande rimbombano nella testa.
Mi hanno insegnato cos’è una cosa sicura? Mi hanno insegnato a porre dei confini e a farli rispettare? Mi hanno insegnato che sono preziosa e intoccabile? Mi hanno insegnato che la mia bellezza esiste da sola e non sgorga dagli occhi degli altri? Mi hanno insegnato a prendere coscienza della mia forza? Mi hanno insegnato che il mio valore non dipende dal riconoscimento di qualcun altro? Mi hanno insegnato che sono perfetta così come sono? Mi hanno insegnato a dire no? Mi hanno insegnato che essere donna non è una colpa? Mi hanno insegnato che essere donna e sacrificio sono due concetti distinti? Mi hanno insegnato che desiderare la felicità è un diritto, che non significa essere insaziabile o incontentabile? Mi hanno insegnato l’importanza di essere autonoma? Mi hanno insegnato a chiedere aiuto? Mi hanno ascoltata quando l’ho fatto?
Queste domande mi rimandano l’immagine di migliaia di bambine di oggi e di domani. Bambine sacre che hanno il diritto di crescere imparando l’importanza di volersi bene e di amarsi, di saper delimitare chiaramente il proprio spazio vitale e di farlo rispettare, di riconoscere il proprio valore indipendentemente dai giudizi altrui, di concedersi il lusso di sentirsi belle e di esprimere in piena libertà la propria femminilità o mascolinità. Bambine che sanno costruire alleanze con altre bambine, bambine che non rinunciano a essere se stesse, alla propria dignità e che non si arrendono alla volontà di chi le vorrebbe succubi o marginali o semplicemente di chi vorrebbe cambiarle.
Bambine che sanno dire no e che i loro no sono accolti e rispettati.
L’immagine, poi, si espande… e dietro alle bambine ci sono donne, madri, nonne, zie, insegnanti, politiche, artiste… sono le donne scudo, donne che proteggono altre donne.
Donne che trasmettono questi valori alle bambine, alle future donne.
Donne che stanno facendo scelte e stanno vivendo vite in cui le bambine si specchiano e grazie alle quali si costruiranno il loro immaginario femminile.
Madri che, per osmosi, contagiano con questi valori i figli maschi; inviano quotidianamente messaggi epidermici, viscerali che vanno oltre le parole. Trasmettono un vivere.
Lo stesso vivere che si travasa dai padri ai figli e dai padri alle figlie.
Lo stesso vivere che si ripercuote dai padri sulle figlie.
… ogni volta che
dici a tua figlia
che la sgridi
per amore
le insegni a confondere
la rabbia con la bontà
e la cosa sembra una buona idea
finché lei non cresce e
si affida a uomini che le fanno del male
perché somigliano tantissimo
a te…
Dalla raccolta di poesie “Milk and honey” di Rupi Kaur
L’immagine di dilata ulteriormente e dietro alle donne ci sono uomini, padri, nonni, zii, insegnanti, politici, artisti… sono gli uomini evoluti, uomini che sostengono le donne e proteggono le bambine.
Uomini che si liberano dalla prepotenza e dal desiderio di dominio, uomini che usano la forza per infondere coraggio e fiducia, per sorvegliare affinchè nessun uomo si permetta di forzare i confini personali delle donne.
Uomini che non si vergognano di provare emozioni, di sbagliare e di inchinarsi di fronte all’amore.
Padri che rispettano gli spazi, che riconoscano la bellezza e la sacralità della donna.
... non chiedermi perché non sono andata via
lui ha reso il mio mondo così piccolo
che non riuscivo a vedere l’uscita…
Dalla raccolta di poesie “Home body – Il mio corpo è la mia casa” di Rupi Kaur
Nessuna donna dovrebbe ritrovarsi a vivere in un mondo piccolo.
Ogni donna dovrebbe essere il proprio luogo sicuro.
Ogni donna dovrebbe essere al sicuro.



