Essere ascoltati

Ieri Lila, la mia canina bionda, inaspettatamente, si è fermata, scodinzolando, davanti a un cancello, ipnotizzata dalla voce di un bambino che parlava tra sè, mentre spingeva con le sue minuscole gambe il biciclino.

In una frazione di secondo si è accorto che Lila lo stava guardando e con immenso stupore ha cominciato a chiamare la nonna per dirle che c’era un cane. La sua voce squillava come se stesse annunciando una notizia straordinaria; la meraviglia gli faceva sorridere gli occhi.

La nonna non ha accennato nessuna risposta.

Determinato a condividere con la nonna la gioia della sua scoperta, ha girato il suo biciclino e ha raggiunto la porta di ingresso continuando a chiamarla. Ancora nessuna risposta, la nonna ha proseguito distratta la sua telefonata.

Dispiaciuta, ho salutato il bimbo e mi sono allontanata con Lila.

Non appena ho distolto lo sguardo dal bambino mi sono sentita pervadere da un’enorme frustrazione, quell’esperienza ha risuonato forte dentro di me.

Quante volte non sono stata ascoltata?

Quante volte non mi sono presa il tempo per uscire dalla ruota del criceto della quotidianità per ascoltare con attenzione, calma e amore mio figlio?

Il non essere ascoltati, il ricevere risposte frettolose No, perchè no, Non lo so, Non ho tempo, Ma quante domande fai?, Guarda e impara, non c’è bisogno di chiedere continuamente... tutto questo lascia un segno, una ferita con cui ognuno di noi deve fare i conti, più o meno consapevolmente. La cicatrice rimane.

Il mondo per un bambino è un immenso libro da leggere, da esplorare, da scoprire, da interpretare, da indagare; la relazione con i genitori, con gli insegnanti, con gli allenatori, gli educatori, con gli adulti è l’enciclopedia delle risposte, è la stanza delle esperienze emotive, è il metro con cui misurare la corda che permette di allontanarsi in autonomia ma sentendosi al sicuro, è lo specchio etico, è la palestra in cui esercitare la gestione dei conflitti.

Gli adulti sono liberi, non hanno corde, non hanno mani che li trattengono, occhi che li controllano, ma hanno una grande responsabilità nei confronti dei bambini.

Se il nostro percorso di vita, da adulti, incontra quello di un bambino, sia egli un figlio, un alunno, un nipote… la responsabilità nei suoi confronti assume un enorme valore, perchè abbiamo di fronte un essere umano che si affida e si fida, che si aspetta di essere preso per mano per intraprendere insieme un pezzo del viaggio nel mondo, nella sua vita. Lo fa con tutte le buone intenzioni, il suo cuore è ricolmo di speranza.

Un bambino ha bisogno di essere ascoltato, di essere compreso.

L’ascolto di un bambino richiede tempo, ci impone di mollare quello che stiamo facendo, di appoggiare ciò che abbiamo in mano, di terminare la telefonata, di spegnere l’acqua della pasta e di prenderci un tempo per guardarlo negli occhi, per ascoltarlo con attenzione e rispondergli con lo stesso amore con cui avremmo voluto fosse stato risposto a noi.

Per essere degli adulti in grado di ascoltare veramente dobbiamo contattare quel bambino interiore che ognuno di noi ha dentro di sè e che conserva la memoria della nostra infanzia, un cuore puro, un tempo disteso, un bisogno di cura e attenzione, solo così saremo in grado di creare uno spazio in cui abbandoniamo le risposte pronte, le frasi fatte, la saccenza e ci apriamo all’amore.

Proprio lì dove vive il nostro bambino interiore abitano la creatività e la meraviglia e quello stupore che solo i bambini sanno magicamente risvegliare.

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